Seduta sulla sponda del letto di Valentina Emilia Cairo

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Seduta sulla sponda del letto di Valentina Emilia Cairo

 

 

Seduta sulla sponda del letto, con le gambe a penzoloni fissando il nulla.

Il cuore batte per inerzia.

Il corpo è morto, non sente più dolore.

Gli occhi sbarrati nel nulla.

La vita mi passa davanti, come un carosello, io non sono il pubblico, ma l’attrice.

Sono il fulcro di una storia che non mi è mai appartenuta.

Le scene si ripetono, ancora e ancora.

Sono trasportata dal vento senza sentire più nessuna emozione, solo il vuoto, dentro.

A testa china, con le gambe a penzoloni, le spalle ricurve perché troppe volte frustata dagli eventi di ogni giorno.

Cerco la soluzione ad un problema ancora non scritto.

Non ci si può rialzare, il corpo è stanco e l’anima è spenta.

Il capo è a terra, l’orecchio sente il pulsare della terra che mi incita ad alzarmi, ma lo sguardo è arrendevole.

Il sogno è stato infranto, distrutto.

I cocci lasciati a terra, calpestati dalle menzogne

Le ferite non sanguinano neppure, tutto è stato prosciugato.

Il corpo è morto, non soffre più.

L’anima è dilaniata e vaga, in cerca di un riparo dove possa riposare.

Il cuore batte ma è gelido, pian piano il gelo si chiude, imprigionando, il dolore.

@valentinaemiliacairo@

 

 

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Gli abbracci. poesia di Valentina Emilia Cairo

Gli abbracci. poesia di Valentina Emilia Cairo

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Gli abbracci durano un tempo infinito nella mente degli innamorati.

Sono lenti, dolci, delicati.

Dove i respiri si fondono,

il calore dai nostri corpi ci avvolge, in una danza di silenzi dove il tempo non ha tempo.

I nostri corpi non hanno diversità, ma si fondono in un corpo solo.

L’anima riposa e si rinfranca nella luce dei tuoi occhi.

@valentinaemiliacairo@

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L’idea di un Amore di Valentina Emilia Cairo

L’idea di un Amore di Valentina Emilia Cairo

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Ho vissuto l’idea dell’amore,

pensavo di aver trovato, un porto sicuro, dopo il mio vagar.

Un porto sicuro dove ormeggiare, dove far riposare le mie stanche carni.

La tempesta dell’ignoto è sempre li che incombe.

Non c’è nulla di più devastante della tempesta dell’anima.

I brandelli dell’amore ormai sono inesistenti.

Non resta che soffiare sopra alle ceneri di essi,

sperando che possa risorgere come l’araba fenice.

@valentinaemiliacairo@