Seduta sulla sponda del letto di Valentina Emilia Cairo

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Seduta sulla sponda del letto di Valentina Emilia Cairo

 

 

Seduta sulla sponda del letto, con le gambe a penzoloni fissando il nulla.

Il cuore batte per inerzia.

Il corpo è morto, non sente più dolore.

Gli occhi sbarrati nel nulla.

La vita mi passa davanti, come un carosello, io non sono il pubblico, ma l’attrice.

Sono il fulcro di una storia che non mi è mai appartenuta.

Le scene si ripetono, ancora e ancora.

Sono trasportata dal vento senza sentire più nessuna emozione, solo il vuoto, dentro.

A testa china, con le gambe a penzoloni, le spalle ricurve perché troppe volte frustata dagli eventi di ogni giorno.

Cerco la soluzione ad un problema ancora non scritto.

Non ci si può rialzare, il corpo è stanco e l’anima è spenta.

Il capo è a terra, l’orecchio sente il pulsare della terra che mi incita ad alzarmi, ma lo sguardo è arrendevole.

Il sogno è stato infranto, distrutto.

I cocci lasciati a terra, calpestati dalle menzogne

Le ferite non sanguinano neppure, tutto è stato prosciugato.

Il corpo è morto, non soffre più.

L’anima è dilaniata e vaga, in cerca di un riparo dove possa riposare.

Il cuore batte ma è gelido, pian piano il gelo si chiude, imprigionando, il dolore.

@valentinaemiliacairo@